Pubblicato 02/11/2020
Il 23 ottobre 2020, i deputati al Parlamento europeo hanno votato a favore di una riforma dei finanziamenti all’agricoltura che mantiene un’impostazione retrogada, a sostegno dei sistemi di produzione intensivi. Tutto questo nonostante un crescente movimento di cittadini abbia chiesto di rifiutare questo accordo. Compassion in World Farming denuncia ancora una volta la mancanza di ambizione nell'utilizzare i sussidi agricoli dell'UE per migliorare significativamente la vita degli animali e l'ambiente.
Politica Agricola Comune. Che cosa significa?
Con il termine Politica Agricola Comune, intendiamo l’insieme delle regole e dei meccanismi con cui l'Unione europea, fin dalla sua nascita, ha regolamentato il comparto agricolo e che include anche i finanziamenti destinati alla produzione agricola. Tra i beneficiari di questi sussidi troviamo anche gli allevamenti intensivi, responsabili di emissioni inquinanti elevatissime che rappresentano un rischio sia per l’ambiente che per le persone.
Tutto questo non è in linea con il Green Deal europeo, ovvero il documento programmatico che ha come obiettivo la promozione di un nuovo modello di business sostenibile e che dovrebbe interessare anche il settore della produzione agricola.

Il veggie burger è salvo ma siamo ancora lontani da una Politica Agricola Comune sostenibile
Durante la votazione, una delle proposte presentate chiedeva all'UE di riservare l'uso di termini come "bistecca", "salsiccia" o "hamburger" esclusivamente ai prodotti che contengono carne. I deputati hanno respinto tutti gli emendamenti relativi a questa proposta. Sfortunatamente, gli eurodeputati hanno votato per vietare qualsiasi riferimento ai latticini sui prodotti a base vegetale, come ad esempio "cremoso", "yogurt" e "sostituto del formaggio".
L'aspetto più deludente riguarda la mancata adozione da parte degli eurodeputati di proposte che avrebbero limitato i sussidi all'allevamento intensivo.
Siamo lieti che gli eurodeputati abbiano respinto il famigerato divieto riguardante gli hamburger vegetariani
ha detto Olga Kikou, Direttrice di Compassion in World Farming EU.
Questa è una piccola vittoria del buon senso! Tuttavia, è vergognoso che i sussidi agricoli dell'UE continuino ad incanalare miliardi di euro per finanziare gli allevamenti intensivi. Per oltre 60 anni, i contribuenti dell'UE hanno nutrito i giganti delle imprese, anche quando gli animali sono allevati in condizioni abominevoli. Ora, i consumatori stanno facendo passi avanti optando per prodotti biologici, provenienti da allevamenti senza gabbie e a base vegetale. Questo ha inferto un duro colpo all'allevamento industriale, eppure l'UE continua a usare i sussidi per mantenere in vita artificialmente questa industria ormai agonizzante.
Invece di aggrapparsi al passato, l'UE dovrebbe guardare al futuro e usare i sudati euro dei suoi contribuenti per trasformare l'agricoltura europea rispondendo alle esigenze del XXI secolo.
ha continuato Olga Kikou:
Continueremo a sollecitare i negoziatori delle tre istituzioni europee ad allineare il regime di sussidi agricoli dell'UE con le sue ambizioni ambientali e di benessere degli animali.
Questa PAC è da bocciare
La Politica Agricola Comune ha il dovere di rispettare gli impegni presi con il Green Deal europeo e indirizzare i sussidi, centinaia di miliardi di euro pubblici, a sostegno di una transizione verso un sistema agro-alimentare capace di tutelare la biodiversità, la lotta ai cambiamenti climatici e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

A chiederlo sono i cittadini, sempre più consapevoli nelle loro scelte d’acquisto, le associazioni e organizzazioni internazionali ambientaliste sostenuti anche daanche Greta Thumberg e moltissimi europarlamentari indignati dal risultato del voto di pochi giorni fa.
Noi continueremo a lavorare per fare in modo che questo modello ormai obsoleto e insostenibile venga bocciato, per il benessere degli animali, la salute delle persone e il futuro del nostro pianeta.